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BRUNA CAPRIOTTI ANNUNZIATINA

TESTIMONIANZE di Don GIUSEPPE BARBIZZI
(Direttore Spirituale)

V E R G I N I T A'

 

Parlare di VERGINITA', alle soglie del 2OOO, a persone della CIVILTA' DEL PECCATO e della TRASGRESSIONE. (elevata a segno di "aggiornamento", "conquista", "valore artistico"), è un grosso RISCHIO: si rischia di andare contro un comando o consiglio di Gesù che disse (Matteo 7:6) "Non date le cose sante ai cani, nè gettate le vostre perle davanti ai porci, perchè non le calpestino con le loro zampe e, rivoltatisi contro di voi, non vi sbranino ". Per fortuna ci sono altre parole di Gesù dove il RISCHIO è minore. Si tratta di quello che disse rispondendo agli Apostoli che proponevano la VERGINITA' come alternativa al matrimonio indissolubile: "VERGINITA" ? I... Rispose: "Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è dato capirla. Chi può comprendere comprenda". (Matteo19:11) Qui Gesù non mette la VERGINITA' davanti a cani o porci, ma davanti ad esseri umani che nella loro limitata intelligenza o altezza spirituale o morale, sono impotenti a capire e scegliere la VERGINITA' CONSACRATA che ha un significato sponsale in cui lo sposo o la sposa è LUI.

La VERGINITA' è così grande che Gesù, pur vero uomo, ne fece scelta per sè e per quelli che volle vicini a sè: VERGINE Lui: VERGINE il suo Precursore Giovanni; VERGINE il suo Padre Putativo Giuseppe: VERGINE sua Madre, Maria: VERGINI tutti gli Apostoli, (eccetto Pietro che era vedovo); VERGINE L'Apostolo Paolo.  Nella sua Chiesa volle che in VERGINITA' fiorissero a legioni giovani uomini e donne. Così la VERGINITA' diventò una testimonianza di Fede e di Amore a Dio. La VERGINITA',infatti,comporta la rinunzia a quelle felicità e piaceri che la sessualità dà all'essere umano. Siccome l'istinto sessuale della riproduzione è fortissimo, (inferiore solo a quello della conservazione), solo una forza proveniente da Dio può far riuscire a rinunzia simile. Se poi tra i milioni di VERGINI ci fu qualche ferita o qualche naufragio, perchè meravigliarsi e fare gli scandalizzati? non sarebbe il caso di meravigliarsi ed ammirare lo sterminato numero di quelle e quelli che, per tutta la vita, riescono a dire tanti difficili 'SI' a Colui cui si donarono, e tanti difficili 'NO' a se stessi.

Perchè, d'una foresta sterminata, lamentarsi di qualche albero caduto, e non godere dell'immensa ricchezza di vita che trionfa nei tanti milioni di alberi che rimangono in piedi? Contro una "monaca di Monza" ci sono migliaia di VERGINI come Caterina e Chiara; e contro un Alessandro VI Papa vi sono alcune centinaia di Santi Papi e migliaia di santi Vescovi, Martiri, Dottori, Confessori. II dono della VERGINITA' non è solo personale. Si riversa a vantaggio di altri esseri umani che ne godono i benefici spirituali e materiali. La VERGINITA' che consacra a Dio, mette nel cuore tutto ciò che a Dio è caro. Ecco perchè la VERGiNITA' è per dedicare agli altri preghiere, assistenza di malati, cura di bambini giovani vecchi, bisognosi, missioni... La scelta della VERGINITA' resta sempre un mistero personale. C'è di mezzo lo Spirito di Dio che dà luce ed intuizioni particolari e personali. Così è stato per B R U N A. Figlia di agricoltori, di poca cultura, di nessuna esperienza mistica o teologica, senza alcun invito esterno, sente un improvviso desiderio; il mio cuore vuole AMARE ...Tanto ...tanto ...Se no mi scoppia dentro.

Penso che nessun uomo me lo potrà riempire. Lo donerò tutto e solo a Dio. Scelgo le VERGINITA' come l'unica strada per un DONO SPONSALE a Dio di tutta la mia giovinezza e di tutto quello che ho,che avrò, che sono e che sarò. Sarò sua, SOLO sua, TUTTA sua, PER SEMPRE sua.... In Lui potrò amare di piú anche i miei genitori, famigliari e tutto il mondo. Sarò unita a Lui non per qualche istante ma in ogni momento della mia vita. Notte e giorno.Tutto in amore e per amore con Lui. Gioie, dolori, lavoro, riposo, salute, malattía, tempo, denaro vita morte ... Solo così mi potrò realizzare a pieno. Tutto questo dovrà restare un segreto tra me e Lui, mio AMORE.

Per questo non entrerò in convento. Saró nascosta sotto le vesti comuni di ragazze e donne nel mondo laico. Non sapranno niente neppure i miei genitori. Solo col tempo, forse... L'AMORE VERGINALE CONSACRATO non è geloso come quello matrimoniale in cui la moglie non vuole che altra donna ami suo marito. La VERGINITA' CONSACRATA SPONSALE vuole invece che tutti amino il proprio AMATO. Tale scopo Bruna pensò di raggiungerlo non coll’andare missionaria, ma diventando maestra d'asilo.

L'amore la fece impegnare e riuscire nello studio e nella preparazione. E fu Maestra d'Asilo lnfantile. L'aveva ritenuto come il lavoro piú adatto alle sue doti. Ci teneva ad iniziare e offrire a DIO le primizie della vita. Ma se Bruna era una piccola creatura, il suo amore era grande e la spinse a moltiplicare la sua attività: Far la catechista, avvicinare i malati, lavorare per le Missioni, fare il "mese di Maggio" nelle case della Parrocchia, diffondere la conoscenza e devozione alla Madonna proponendo abbonamenti a riviste mariane, stimolare e collaborare nelle liturgie festive e feriali, essere presente secondo le sue possibilità in ogni opera di Fede e di bene. Il suo Direttore Spirituale le consigliò a prendere il Diaconato per diventare "MINISTRO STRA0RDINARIO DELL'EUCARISTIA". La sua immediata risposta fu: “ Questo no! Non ne sono degna". Le fu detto che nessuno è degno di questo, ma che era un "servizio" utile specialmente per i malati. Si convinse e si preparò con impegno. Così il 14 gennaio 1989 S.E. il Vescovo le conferiva tale Mandato. Per quanto timorosa, ne fu altrettanto felice. Solo lei sa quello che provò nell'aprire per la prima volta il Tabernacolo, prendere nelle sue mani il suo GESU' Vivo nell'Ostia Consacrata, metterlo nella dorata teca che il suo Direttore Spirituale le aveva donato, (presagio), diversi anni prima, salire in macchína e correre all'ammalato che l'aspettava...

BRUNA MARIA CAPRIOTTI LA SPONSALE V E R G I N I T A' CONSACRATA CHE TU VOLESTI VIVERE GIOIOSAMENTE NEL MONDO SOTTO LE VESTI DI COMUNE FIGLIA DEL POPOLO NASCOSTAMENTE MA ORMAI A TUTTI NOTA SIA UN'INVITANTE PROPOSTA A TANTE GIOVANI E BELLE VITE A REALIZZARSI NEL MIGLIORE DEI MODI SEGUENDO IL TUO LUMINOSO ESEMPIO.

TESTIMONIANZA Don TIBERIO CAFERRI (Parroco)

Nata 51 anni fa a Patrignone (Ascoli Piceno) a 17 anni sentì Ia chiamata del Signore e subito rispose iniziando una vita di apostolato nella parrocchia. Scelse per la sua consacrazione la Famiglia Paolina ed entrò nell’Istituto Secolare Maria SS.Annunziata. Le Annunziatine che don Alberione aveva fondato nel 1960, per le giovani che intendevano rimanere apostole in mezzo al mondo. Divenuta maestra d’asilo ha dispensato con amore la Parola di Dio ai piccoii della scuola materna della sua parrocchia. Vicina alle famiglie della comunità parrocchiale ha insegnato a tutti l'amore alla preghiera e la devozione alla Madonna portando ovunque serenità e pace. L’Eucarestia, di cui aveva il ministero. era il desiderio più vivo della sua giornata. II suo funerale non è stato un lutto, ma un trionfo e il celebrante principale, Mons. Urbano Simonetti, Vicario Generale, iniziando la liturgia diceva parole profonde di riconoscenza a Bruna e di gratitudine a Dio per averci concesso una tale creatura. Ha donato la sua vita per il Papa, per il Vescovo, per i sacerdoti e per le Vocazioni. A conoscenza del suo male quando l'umanità fragile voleva ribellarsi alla realtà ha chiesto ed ottenuto dal Signore l'accettazione gioiosa di tale sacrificio. Ora noi tutti sentiamo fortemente la sua intercessione dal cielo per tutta la comunità parrocchiale.

TESTIMONIANZA DI VITTORIA

Quando incontravo Bruna agli esercizi spirituali ma non la conoscevo ancora personalmente, avevo di lei delle impressioni vivissime, dei flash illuminanti della sua profonda spiritualità: il particolare raccoglimento, la consapevolezza del dono totale di sè, la conseguente gioia contenuta, ma non repressa. Poi fui la sua delegata di gruppo. La notevole distanza fra la nostra città le impedì di partecipare alla giornata di ritiro mensile e di questo si rammaricò sempre. Scegliemmo la corrispondenza come forma di comunicazione, anche se, per la riservatezza del carattere, questo mezzo non le era del tutto consono. Puntualmente l'aggiornavo sulle meditazioni e sugli eventi della giornata; puntualmente rispondeva, a volte anche con un semplice biglietto, da cui trasparivano la riconoscenza (nulla, a suo avviso, le era dovuto) e la rassicurazione che la giornata di ritiro era stata vissuta in comunione di preghiera e di intenti. Le sue lettere erano piene di amore per l'Istituto, vissuto come fedeltà alle norme, slancio per l'apostolato e grande desiderio di farlo conoscere e amare. Il pensiero finale era sempre per Maria: la Madre Celeste a cui aveva affidato la sua vita. Notavo ogni volta una certa ritrosia a parlare di sè, ma subito aggiungeva: “Sei la delegata, devi sapere". Notavo anche un particolare ordine interiore: prima il resoconto degli impegni relativi alla vita spirituale, poi l'apostolato e infine i problemi legati alle professione, alla famiglia, alla salute. I toni espositivi non sono mai stati carichi di emotività nonostante fosse una componente della sua personalità e nonostante le tante prove fisiche e morali a cui fu sottoposta; anzi li trovai sempre equilibrati e illuminati da fiducioso abbandono alla volontà di Dio. Una volta fui io a parlarle di una mia particolare pena. Con poche frasi mi dette la misura della sua affettuosa e piena partecipazione e mi rassicurò suggerendomi un comportamento permeato di spirito evangelico. Del periodo della malattia conservo una cartolina speditami dal Santuario Madonna Dell' Ambro a fine maggio con questo pensiero: "Un saluto affettuoso e un ricordo alla cara Mamma Celeste, In Gesù e Maria" . Bruna Fu l'ultimo ricordo materiale di lei. Ho considerato preziosa la sua amicizia, sempre, ma soprattutto nel momento in cui, venuta meno la sua presenza fisica su questa terra, ho cominciato a pregarla, perchè mi aiuti a vivere fedelmente e gioiosamante il dono della vocazione.

TESTIMONIANZA DI GABRIELLA

BRUNA E' RITORNATA ALLA CASA DEL PADRE II giorno 14 ottobre 1989, il Signore chiamava a sé Bruna Capriotti, del gruppo di Reggio Emilia. Bruna era nata il 31 maggio 1938 a Patrignone di Montalto, un paesino sperduto della provincia di Ascoli Piceno, e lì trascorse tutta la sua vita. Ancor prima di conoscere l'Istituto Maria SS.Annunziata, si era dedicata al servizio dei fratelli per amore di Cristo, mediante i voti privati. Entrata a far parte dell'Istituto nell’anno 1967,Bruna capì e visse, con semplicità e umiltà, il valore della consacrazione a Dio mediante i voti pubblici, dedicandosi all’apostolato parrocchiale con spirito paolino. Consapevole dell'appartenenza totale a Dio cercò, con sempre maggior impegno e fiducia nell'azione dello Spirito Santo, di aiutare le persone che incontrava, ad amare Cristo per mezzo di Maria SS, mediante la pratica del S.Rosario. Nell'ambiente di lavoro, maestra d'asilo, nonostante le difficoltà incontrate per la lonta nanza dalla sua abitazione e per la sua salute malferma, non mancò mai di essere d'esempio nel testimoniare la sua appartenenza a Dio, La fedeltà alla preghiera le era d'aiuto nei momenti più difficili. Non aveva paura di farsi conoscere come consacrata secolare, se ciò era necessario, perché sapeva che così poteva fare più bene alle anime, e questo le era d'aiuto nella sua crescita spirituale.

Bruna aveva un unico scopo: amare e far amare Cristo Gesù. Non potendo mai partecipare alle giornate di ritiro (avrebbe dovuto percorrere circa 800 km. fra andata e ritorno), offrì sempre tutto al Signore, per mezzo di Maria, e fu largamente ricompensata. Ella nutrì un grande amore al gruppo e all'Istituto. Sempre desiderosa di conoscere i momenti più significativi della vita delle sorelle di gruppo e dell'Istituto, usò i mezzi più semplici, quale la corrispondenza, per essere vicina a tutti. La circolare dell'Istituto era letta e meditata da lei con amore. Lo studio le era la fonte di crescita nella conoscenza delle verità, da lì attingeva ciò che poi donava nell'apostolato della catechesi parrocchiale. E' vero che Bruna si riteneva incapace di fare tanto bene, ma era sempre fiduciosa nell'azione dello Spirito Santo, per cui operava nella consapevolezza della sua indegnità e nella certezza che Cristo avrebbe trasformato il poco in molto. Durante la sua malattia, Bruna fu consapevole del male che la consumava e infuse tanta serenità in quanti l'avvicinavano. Donò tutta la sua sofferenza, con amore, per chiedere a Dio le vocazioni per la Chiesa ed, in particolare, per il nostro Istituto.

TESTIMONIANZA DI ANGELINA

Ho conosciuto Bruna fin dai primi anni che è entrata nell'Istituto,.e tra noi si è creato subito un bel rapporto di amicizia, un'amicizia semplice e sincera. Nella sua umiltà si sentiva indietro rispetto a noi; le sembrava quasi di non essere all’ altezza. Si vede proprio che il Signore la guidava e le scioglieva ogni dubbio. Nonostante ci si vedesse di rado, a volte neanche agli esercizi annuali perché ognuna sceglieva corsi diversi, eppure la nostra amicizia ha continuato con un legame tutto particolare: nel silenzio e pregando a vicenda, sicure di questa comunione fraterna che ci univa. C'era anche un rapporto epistolare che ci stimolava e incoraggiava a vicenda nel bene, e nel crescere... Eravamo dello stesso gruppo, ma distanti 250 Km. Un anno fa, il 22 novembre 1988 mi espresse un desiderio, mi chiese se avevo qualcosa di registrato con la voce del Primo Maestro. Sentiva il desiderio di ascoltare la voce del Fondatore, sentiva in se stessa già la malattia che avanzava, e sentiva forte in sé un bisogno prepotente di prepararsi a essere forte. Le mandai subito due cassette registrate con la viva voce del Primo Maestro: (Don Giacomo Alberione,

“ PER ME VIVERE È CRISTO “. E poi, siccome eravamo vi tealla festa della Immacolata, aggiunsi per completare una registrazione tratta da: (Meditazioni mariane di Don Amorth: “IMMACOLATA”. Sapevo che avrebbe gradito anche qualcosa sulla Madonna, e ascoltare ciò dalla viva voce di Don Amorth. Ebbene. ricevette il tutto commossa, e contenta finalmente di ascoltare gli insegnamenti dei Fondatore. Vi dirò che quelle cassette mi sono state ridate dai familiari, e portano la data del 22-11-88! Per ora le ha il Parroco di Bruna perché ha espresso il desiderio di ascoltarle. Cominciò per Bruna un anno di sofferenza e di ascesa verso Dio, di purificazione da quelle scorie che ognuno di noi si porta dentro. Questa estate fu ricoverata in ospedale a Offida, un paesino in provincia di Ascoli Piceno. Con le due Anne di Aquila decidemmo di andare a trovare Bruna, (io partivo dalla Romagna,e ci saremmo incontrate a Offida) e così fu. Bruna quando ci vide non credette ai suoi occhi, pensò a una visione... ci disse, e pianse di gioia! Fu un momento davvero forte e commovente per tutte.

Ma lei era tranquilla, abbastanza serena, ciò che la preoccupava maggiormente era il pensiero dei genitori anziani, il lasciarli soli! Ci affidammo alle sue preghiere, alla sua sofferenza che era tanta, per essere aiutate a crescere nell'Amore, a vivere in pienezza la nostra vocazione. Bruna ci disse che avrebbe pregato e offerto per noi, per queste nostre intenzioni. Da parte nostra le assicurammo la nostra amicizia, la nostra preghiera il nostro amore di sorelle in un ricordo costante, quotidiano. Ripartimmo con tanta tristezza e angoscia dentro, lasciarla sola ci piangeva il cuore. Ci sono momenti in cui non dovremmo restare sole, e quei momenti sono quando si ,offre nel fisico e anche lo spirito si indebolisce. In quei momenti credo che ognuna senta il bisogno di una presenza amica, che vegli su di noi, che ci aiuti a soffrire, a offrire. Una presenza che viva la tua stessa vita, che ti capisca e insieme si cammini verso la Santità. La sorella di Bruna mi raccontò che giorno era disperata perché vedeva che Bruna non aveva nessun miglioramento, il Signore sembrava non ascoltare le sue suppliche. Erano intente a cercare la corona, Bruna era in ospedale a letto, la corona non si trovava, poi finalmente la trovarono sotto le coperte.

La sorella disse: « Puoi lasciarla anche lì tanto non serve a niente ». Bruna la fulminò con lo sguardo e le rispose: “ Che fai, perdi la fede ora? ". La sorella ha tanta fede, ma in quel momento si lasciò andare in una espressione di ribellione vedendo tanta sofferenza. in Bruna e non potendo far niente. C'è stata anche una persona molto cara a Bruna, che l'ha aiutata moltissimo nell'accettare tutto dalle mani di Dio e che si è “offerta ” di prendere il posto di Bruna.. ma Bruna decisa e forte ha risposto: . "No, il Signore l'ha date, a me e me lo tengo “. Perché era consapevole di ciò che aveva. Noi, avevamo deciso di andarla a trovare ancora mentre era in ospedale ad Ancona, avevamo deciso per il 15 Ottobre, ma inprovvisamente si aggravò e fu portata all’ ospedale di Offida vicino al suo paese. Ci telefonò la sorella comunicandoci che Bruna era morta al mattino di sabato! II 14. Deci-demmo allora di andare per il funerale, che era al 15. Così con le Anne dell'Aquila ci incontrammo di nuovo al paese di Bruna: Patrignone. Partecipare a un funerale è sempre una cosa triste, ma vi dirò che fu una giornata meravigliosa, commovente sì, ma ricca di grazia di Dio per ognuna di noi. Fummo "toccate" dalla grazia di Dio.

Qualche "scintilla del Divin Amore è stata accesa in noi " (S. Carlo B., Breviario). Non c’èra in noi tristezza, ma serenità, pace, una pace che si trasformava in consolazione, un appagamento interiore che non so descrivervi. Non so se potete capirmi non avendo vissuto quella esperienza. Un dono che solo Bruna può averci donato, perché lei ha raggiunto la meta, la visione beatifica del suo Signore.Io credo a tutto questo perchè l'ho vissuto, e lo vivo tutt'ora. E’ nato in me un gran desiderio. di pregare di più, di fare l'ora di adorazione quotidiana. Prima pregavo mezz'ora e in fretta... ora attendo con gioia questo incontro col Signore, è un appuntamento a cui non posso mancare, gli altri impegni ruotano attorno a questo impegno che ha la precedenza assoluta. Come è nata la Famiglia Paolina? Dall’Ostia ha sempre detto il Primo Maestro, e li dobbiamo tornare a prostrarci! Vorrei esprimere con S.Agostino: “ Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l’ho respirato, e ora anelo a te.

Ti ho gustato e ora ho fame e sete di Te, mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace” (S.Agostino 28/8,Breviario).Nella testimonianza del Parroco di Bruna, noi abbiamo raccolto qualche pensiero,qualcosa di quanto Bruna faceva, di come era impegnata nella sua Parrocchia. Lei provvedeva aòl cero che ardeva continuamente davanti al Santissimo, giorno e notte! Lei faceva celebrare ogni primo giovedì del mese una S.Messa per le vocazioni, e una S.Messa il primo venerdì del mese in riparazione al S.Cuore. Questi erano i sentimenti di Bruna , lei che si sentiva inferiore a noi forse perché ci sentiva parlare, parlare, ma nella sua semplicità e umiltà lei parlava poco e operava molto. Certamente i suoi impegni nel fare il bene erano tanti perché animata da un solo scopo: amare il Signore e aiutare gli altri ad amarLo. Era anche Ministro dell’Eucarestia, posso immaginare il sentimento che la invadeva quando custodiva il Suo Signore per portarlo a qualche ammalato. Lei così attenta e sensibile, che sapeva trasformare gli atti d'amore in realtà. Mary mi scriveva dicendomi: “ Molto bello quello che il Parroco vi ha detto su come Bruna sapeva avvicinarsi a Gesù.

Ho tanto da imparare, perché molte cose non solo di esempio ma spronano a riflettere e a fare in meglio”. E’ vero quanto dice Mary, perché io lo sto vivendo in questo tempo. Ecco, Bruna, la morte non l’ha subita, ma accettata (testimonianza del Parroco). E a questo proposito il Primo Maestro ci dice nel nostro libro:: “Meditazioni per Consacrate Secolari” pag.117: “In secondo luogo, la morte è la più grande penitenza che possiamo fare dei nostri peccati. Con l’accettazione della morte noi scontiamo la pena che rimanesse ancora da scontare per la vita trascorsa. Poi è il massimo atto di adorazione”. Che dirvi ancora care sorell? Ho voluto comunicarvi questa mia esperienza nel ricordo di questa nostra sprella che ha vissuto la sua vocazione nel silenzio, nel raccoglimento, con semplicità e umiltà, così come quel cero che ardeva per lei continuamente giorno e notte davanti a Gesù, consumandosi e rinnovandosi in un continuo atto d’Amore !

Quanto segue è tratto dal libro:

" I SANTI DELLA CHIESA TRUENTINA"

1999 pag.480) Opera in tre volumi

Storia della diocesi di S. Benedetto del Tronto- Ripatranzone-Montalto.

Autore dell'opera D. Vincenzo Catani nato nel 43 e sacerdote dal 69 parroco a S.Pio X in S.Benedetto del Tronto.

BRUNA MARIA CAPRIOTTI UNA VITA CONSACRATA

La sua vita si è svolta tutta nel piccolo centro di Patrignone, dove è nata 31 maggio 1938, figlia di agricoltori. Consegui il diploma di maestra d'asilo.Di poca cultura, con nelle mani solo attrezzi agricoli o di casalinga, di nessuna esperienza mistica o teologica. A 17 anni sente nascerle dentro un improvviso desiderio: amare,amare... Scelse di consacrarsi nella Famiglia Paolina, nelle Annunziatine che don Alberione aveva fondato nel 1960 per le giovani che intendevano rimanere apostole in mezzo al mondo. "Il mio cuore vuole amare-disse al suo padre spirituale - tanto,tanto...altrimenti mi scoppia dentro. Penso che nessuno uomo lo potrà mai riempire. Lo donerò tutto e solo a Dio. Scelgo la verginità e sarò tutta sua per sempre".

Tale scopo Bruna pensò di raggiugerlo non con l'andar, missionaria in terre lontane, ma diventando maestra d'asilo. L'amore la fece impegnare e riuscire nello studio di preparazione. E riuscì. E fu maestra d'Asilo Infantile rifiutando il posto di impiegata molto più comodo più redditizio. Lo confessò al suo padre spirituale. "Fare la maestra d'asilo mi piace perchè mi dà la possibilità di indirizzare a Dio quei bambini che Gesù tanto ama". II suo apostolato lo ha realizzato in due ambienti: nella scuola e nella parrocchia. Ha dispensato con amore la parola dl Dio ai piccoli della scuola materna e come catechista nella sua parrocchia. Per essere più preparata e all'altezza del suo apostolato volle frequentare il Corso diocesano di teologia e la Scuola diocesana dei ministeri laicali. Bruna era molto espansiva ed estroversa. Forse per la sua umiltà e timidezza. Ma convinceva per la sua serenità e naturalezza in tutte le cose. Vicina alle famiglie della comunità parrocchiale, ha insegnato a tutti l'amore alla preghiera e la devozione alla Madonna, portando ovunque serenità e pace. Incontrava le famiglie, pregava con loro con il Rosario in piccoli cenacoli domestici,catechizzava ovunque e in qualsiasi modo.

La preghiera fu il respiro della sua anima e la raccomandava a tutti. L'eucaristia, di cui aveva il ministero, era il desiderio piùvivo della sua giornata. II suo direttore spirituale le consigliò di fare il corso di preparazione per diventare ministro straordinario dell'Eucaristia. La sua immediata e spaventata risposta fu: "Questo no! Non ne sono degna". Le fu detto che nessuno è degno di accostarsi all'Eucaristia, ma che si trattava di un servizio utile agli altri specialmente ai malati. Allora accettò e si preparò con impegno e sacrificio. Non contenta di fare apostolato nella sua parrocchia, si metteva a disposizione anche dei parroci vicini. Scrive in una lettera del dicembre 1984: " Per la scuola ho ottenuto l'assegnazione provvisoria per motivi di famiglia e così da 110 km che dovevo fare ogni giorno ora ne faccio 20. Così ho ancora la possibilità di poter continuare il Corso di Teologia per laici e la catechesi nelle famiglie e adempiere bene i miei doveri di consacrata. Ho trascorso l'intero mese di maggio nelle famiglie ed ora sto animando la novena dell'Immacolata... Essendo piccola la mia parrocchia, non mi fermo qui e i parroci vicini mi chiamano ogni tanto per dare un aiuto".

In parrocchia animava la liturgia in qualità di ministro straordinario dell'Eucaristia ed era fiera di procurare a sue spese le ostie e il vino per la celebrazione e i ceroni da far ardere davanti al tabernacolo. Delicatissima nella distribuzione della Comunione e sempre pronta a recarla ai malati nelle loro case. Nel 1988 scoprì di avere un tumore e cominciòper Bruna un anno di sofferenza e di ascesa verso Dio, di purificazione da quelle scorie che ognuno di noi si porta dentro. Nell'estate fu ricoverata nell'ospedale di Offida, poi ad Ancona e di nuovo ad Offida, senza alcun miglioramento. A conoscenza del suo male, quando l'umanità fragile voleva ribellarsi alla realtà, ha chiesto ed ottenuto dal Signore l'accettazione gioiosa del suo sacrificio e coscientemente volle offrire la sua vita per il Papa, per il Vescovo diocesano, per i sacerdoti, per il suo Istituto e per le vocazioni. Morì il 14 ottobre 1989 a 51 anni.

 

" VIENI SERVA BUONA E FEDELE ENTRA NEL GAUDIO DEL TUO SIGNORE "

BRUNA

Ancora giovane accogliesti la chiamata della tua consacrazione a Dio nell'Istituto Maria SS.Annunziata. Innamorata della Parola di Dio la dispensasti con amore ai piccoli della Scuola Materna e della nostra Parrocchia. La preghiera fu il respiro necessario della tua anima e la raccomandasti, visitandole nell'anno mariano alle famiglie della Comunità Parrocchiale. L'Eucarestia, di cui avevi il ministero, era il desiderio più e contemplativo della tua giornata. Ora, dal Cielo, intercedi perchè, sul tuo esempio, abbiamo sempre ad amare la Volontà del Signore.

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